HOME SALVAGUARDA I 10 LUOGHI PIU' INQUINATI AL MONDO

UNA CLASSIFICA CHE NON DOVREBBE ESISTERE...

In un mondo sempre più antropizzato e devastato, dove non è solo la natura a soffrirne ma è lo stesso genere umano a rischiare la sua sopravvivenza, l'associazione ambientalista Blacksmith Institute, in cooperazione con Green Cross Svizzera, ha pubblicato la classifica dei primi 10 luoghi più inquinati al mondo, con in comune un unico fattore: la preminenza degli interessi economici e del denaro rispetto alla tutela dell’ambiente e alla salute delle persone.

Prima di continuare con la lettura dell'articolo e la visione delle immagini è bene sottolineare che oggi ci sono persone e organizzazioni come il Blacksmith Institute che cercano di fare qualcosa per porre rimedio a queste catastrofi cercando di rendere noti all’opinione pubblica la loro entità e cercando di creare le condizioni perché i progetti di bonifica ambientale siano approvati, finanziati e realizzati, anche dove sembra impossibile persino pensarli.

Le iniziative comprendono programmi di educazione sanitaria alle popolazioni delle aree disastrate, per ridurre i rischi di contaminazione; la creazione di fondi per finanziare interventi di grande portata; la pressione sui gruppi industriali e sui governi e la collaborazione con le organizzazioni locali per realizzare le prime bonifiche di emergenza.

Ecco questa triste classifica imputabile unicamente all'uomo, lo specchio della sua azione sull’ambiente.

sumgAl primo posto Sumgayit, Azerbaijan. E' stata per molti anni uno dei poli petrolchimici più importanti dell’ex Unione Sovietica, ora da studi condotti dall'agenzia Onu Undp (United Nations Development Programme), dall'Organizzazione mondiale della sanità, dal Ministero della salute dell'Azerbaijan e dall'università dell'Alberta (Canada) vi è un’alta incidenza di tumori e un’alta percentuale di aborti spontanei o nascituri con malformazioni gravi.

linfenSecondo posto per Linfen, Cina : L'altra faccia della medaglia del colosso orientale, ciò che si nasconde dietro le opere monumentali di Pechino 2008 ed i milioni di ingegneri e scienziati cinesi contesi dalle più ricche multinazionali del pianeta. Linfen, Cina. Si trova nella regione dello Shanxi in Cina Nordorientale. Da qui si estraggono i 2/3 del fabbisogno totale di carbone della Cina. Vi si trovano concentrate miniere di carbone, raffinerie e impianti siderurgici. Il problema principale è rappresentato dalle ceneri di carbone, di monossido di carbonio e di ossidi di azoto, rilasciati dalle industrie minerarie, che rendono l’aria malsana e irrespirabile. Come ha brillantemente sintetizzato il quotidiano portoghese O Publico, "La crescita esplosiva della Cina è uno dei motori dell'inquinamento di Linfen."

Tianying-1Al terzo posto Tianying, Cina dove si lavora il piombo che viene estratto dal sottosuolo o recuperato.
Purtroppo, l’arretratezza delle industrie ha devastato il territorio attraverso il rilascio incontrollato del metallo. Nell’uomo, il piombo colpisce prevalentemente il sistema nervoso. Così, tra la popolazione, c’è un alta percentuale di encefalopatie, disturbi mentali e sensoriali e ritardo mentale.

sukindaSukinda, India. E’ stata battezzata “la valle della cromite“, dal cromo che da qui si estrae. Miniere e industrie del cromo scaricano senza alcun controllo i loro rifiuti direttamente nel fiume Brahmani che bagna la città. Tra gli abitanti di Sukinda c’è un’alta percentuale di aborti spontanei, tassi di infertilità e malformazioni congenite. Le autorità di controllo ambientale della regione hanno ordinato alle industrie  minerarie di dotarsi di impianti di trattamento delle scorie. Ma finora poco è stato fatto.

vapi

 

Vapi, India. E’ una delle regioni più inquinate dell’India. Contemporaneamente è anche la zona più industrializzata del Paese. Fino al 1994 le industrie hanno riversato nell’ambiente qualsiasi tipo di scorie senza alcuna limitazione. Negli ultimi anni, ad opera di organizzazioni non governative, sono stati presentati i primi progetti di bonifica ambientale.

 

La_oroyaLa Oroya, Perù. Sorge a 4000m d’altezza, sulle Ande peruviane. Dal 1922 una compagnia americana estrae e lavora i minerali del sottosuolo, principalmente rame e piombo. Per decenni l’industria ha rilasciato nell’ambiente fumi e scorie senza controllo. Nel sangue dei bambini, le autorità sanitarie locali hanno riscontrato una concentrazione di piombo 3 volte superiore ai limiti consentiti. La compagnia americana Doe Run, che gestisce il complesso minerario, recentemente si è impegnata a introdurre impianti più efficienti per il trattamento delle emissioni inquinanti. Molto deve essere ancora fatto, ma almeno è un buon inizio.

 

DzerzhinskDerzhinsk, Russia. Questa città della Russia europea si è guadagnata il triste primato di “città più inquinata della Terra”. I responsabili di questo immane disastro ambientale sono le industrie belliche che hanno riversato nell’ambiente circostante tonnellate di agenti chimici, utilizzati per la costruzione di armi chimiche. Le autorità ambientali hanno trovato concentrazioni di diossine e fenolo ben 17 milioni di volte oltre i limiti. E’ stato calcolato che il tasso di mortalità, in questa regione, supera del 260% quello di natalità e la speranza di vita è tra le più basse al mondo, con 42 anni per gli uomini e 47 per le donne. Finora sono stati avviati dei progetti di bonifica ambientale che riguardano solo piccole aree circoscritte. Tuttavia, manca ancora un piano di recupero serio e generale.


Norilsk

Norilsk, Russia. Ancora una volta sotto accusa le industrie minerarie che da decenni estraggono nichel, rame, cobalto, palladio e altri minerali rari. Tonnellate di anidride solforosa vengono riversate ogni anno nell’ambiente attorno. La Norsilsk Nichel, la compagnia russa che gestisce il complesso industriale, è accusata di essere una delle più inquinanti dell’Unione Sovietica. Ultimamente, la compagnia sostiene di aver intrapreso un programma di controllo e di riduzione delle emissioni inquinanti e nel 2007 ha aperto i suoi impianti al Blacksmith Institute. Secondo gli esperti locali, però, le concentrazioni di nichel, rame, anidride solforosa e fenolo sono addirittura aumentate in questi ultimi anni.

chernobyl

 Chernobyl, Ucraina. Chi non ricorda la catastrofe di Chernobyl? Il 26 aprile 1986 è avvenuto il più grande disastro nucleare mai verificatosi, maggiore di Hiroshima e Nagasaki. I media hanno ampiamente informato l’opinione pubblica sulla disastrosa situazione del luogo ma purtroppo molto si continua a dire perchè le conseguenze non sono ancora terminate. Si pensi alle migliaia di casi di leucemia e tumori delle popolazioni del luogo, che tuttora continuano a mietere vittime.

 

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Kabwe, Zambia. E’ stata per molti decenni l’area industriale più importante dello Zambia, grazie ai suoi giacimenti minerari sfruttati sin dal 1902 dagli inglesi. Poi, nel 1994, le miniere vennero chiuse e alla città rimase solo un disastro ecologico di gigantesca portata con cui fare i conti. Nel sangue degli abitanti è stata rilevata una concentrazione di piombo 10 volte superiore al limite massimo consentito, con gravi conseguenze per bambini e adolescenti in fase di sviluppo fisico. Purtroppo, gli interventi di bonifica necessari sono molto costosi. Il Blacksmith Institute sta cercando i fondi per iniziare i lavori.